Invecchiamento e well ageing su Beauty Horizon febbraio 2024

Grazie a Monica Nizzardo per la bella intervista 🙂

Nell’introduzione è già spiegato in modo chiaro il fil rouge di tutto il libro, ovvero passare dal concetto anti-aging a quello di well-aging, ci può spiegare cosa significa?

Il termine anti-aging è stato inventato a scopo pubblicitario negli anni Ottanta per vendere prodotti cosmetici alle donne più anziane. In quegli anni vi fu il boom dei cosmetici anti-invecchiamento che venivano proposti al pubblico con termini sempre più duri come “per combattere le rughe, lottare contro i segni dell’età, etc.” quasi come se invecchiare fosse una vergogna, una colpa appunto!

Questa modalità ha portato a spingere le vendite, ma anche ad identificare sempre di più la bellezza con la giovinezza, e questo è un lato della comunicazione assolutamente da rifiutare perché crea grossi disagi nelle persone che fanno già fatica ad accettarsi così come sono, e quando invecchiano è ancora peggio.

Le aziende cosmetiche cercano di seguire questo nuovo modo di approcciare l’invecchiamento? Quanto ancora bisogna fare e quali sono, secondo Lei, le azioni necessarie?

Penso che la skincare “antiage” stia vivendo un cambiamento in questi anni. A sostegno di questo sono sempre di più i personaggi pubblici che mostrano di desiderare di apparire come sono, senza modificarsi con chirurgie invasive e quindi senza rifiutare i segni del tempo, ma abbracciando i cambiamenti con un atteggiamento diverso. Questo implica comunque non una accettazione passiva del passare del tempo ma il prendersi cura costantemente e sempre più consapevolmente di sé e della propria pelle a 360 gradi, e non solo con la cosmetica, che deve comunque essere giusta e adeguata alla propria pelle e all’età.

Abbiamo tutti sentito parlare di esposoma, vorrei approfondire con Lei però l’effetto dell’inquinamento sulla nostra pelle, visto questo l’inverno qui nella pianura padana è caratterizzato da un aria particolarmente inquinata.

Infatti, non dobbiamo spostarci in India o in Cina per immergerci nell’inquinamento urbano, è sufficiente rimanere in Italia dove otto città su dieci pagano pegno sullo smog; l’85% è infatti sotto la sufficienza per la qualità dell’aria: i “fanalini di coda” sono “Torino, Roma, Palermo, Milano e Como”, che prendono un voto pari a zero (ansa.it – 30 settembre 2020*).

In particolare si tratta di particolato fine e composti organici volatili che sono gli inquinanti primari delle città, di cui i metalli pesanti, l’ossidi di azoto e l’ossido di zolfo sono i principali. Le interazioni tra gli inquinanti primari e il calore e le radiazioni UV, portano poi alla formazione di inquinanti secondari, tra i quali ricordo l’ozono, molecola pericolosa se rimane negli strati più bassi dell’atmosfera.

Diversi studi collegano l’inquinamento, o pollution, ad un aumento dei segni dell’invecchiamento cutaneo come rughe e discromie.

Con un focus più ravvicinato, possiamo dire che uno dei principali effetti dell’inquinamento sulla pelle riguarda l’aumento dei radicali liberi, oltre alla deposizione di polveri sottili e metalli pesanti che possono alterare i parametri fisiologici come sebo, pH, film idrolipidico, microbiota, etc. Vivere in una città molto inquinata porta anche ad un aumento delle infiammazioni e quindi tutte le dermatiti di sicuro subiscono un peggioramento.

Cosa possiamo fare?

E’ fondamentale quindi detergere molto accuratamente la cute alla mattina ma soprattutto alla sera, per essere sicuri di rimuovere tutti i residui dalla pelle. Almeno una volta alla settimana è importante praticare la doppia detersione e un gommage esfoliante. E’ importante ricordare anche i capelli e il cuoio capelluto sui quali si depositano molti elementi dell’inquinamento atmosferico urbano.

Se la pelle è molto infiammata occorre utilizzare prodotti dermatologici calmanti e idratanti, non grassi.

Ma soprattutto saranno fondamentali gli ingredienti antiossidanti, per contrastare i danni dei radicali liberi su vari fronti. E quindi si alle Vitamine C ed E, coenzima Q10, estratti di alghe, vari estratti vegetali ricchi di polifenoli, flavonoidi e antocianosidi, come ginkgo biloba, mirtillo, uva (ricco di resveratrolo), te verde, cellule staminali di mela e stella alpina, melograna, e tantissimi altri.

Non devono mancare gli ingredienti che favoriscono il corretto sviluppo del microbiota cutaneo contribuendo così a rinforzare la funzionalità di barriera.

L’impiego di cosmetici giusti è il passo fondamentale per proteggere la pelle dall’inquinamento atmosferico e contrastare l’invecchiamento accelerato che questi agenti inquinanti promuovono.

 

Nel libro descrive quanto sia importante personalizzare la routine cosmetica in base alla fascia di età e al tipo di pelle. Brevemente, quali sono gli attivi che non devono mancare dai 35 anni in su e come cambiano col passare del tempo?

Nel mio libro ho dato un’impostazione diversa dal solito, a mio parere innovativa per quanto riguarda la skincare per il well aging, ovvero ho suddiviso gli attivi principali e le beauty routine consigliate per fascia di età e, ovviamente gli attivi nuovi vanno integrati a quelli precedenti.

Per la fascia di età 25- 35 è importante proteggere e riequilibrare la skin barrier, idratare correttamente e salvaguardare il microbiota, utilizzare attivi antiossidanti e proteggere dal sole e dai danni degli UV, mentre per la fascia di età successiva, dai 35 ai 45 anni è importante integrare i consigli precedenti utilizzando attivi utili per favorire il metabolismo cellulare in generale, stimolare i fibroblasti, o la sintesi delle proteine strutturali specifiche (collagene, elastina, acido ialuronico), contrastare la glicazione, proteggere la matrice extracellulare dermica, ridurre la sintesi delle MMP.

Oltre alla cosmesi vera e propria, nel libro c’è spazio per altri campi, nutrizione, meditazione, face-yoga, che contribuiscono al well aging, quando è importante l’approccio olistico oggi? Le aziende e i consumatori sono pronti ad abbracciarlo?

La pelle non è solo un organo che ci riveste, ma è intrinsecamente collegata al sistema digerente, al sistema nervoso, a quello immunitario, a quello ormonale e le alterazioni in queste sedi possono facilmente manifestarsi sulla pelle con modifiche o inestetismi. Sempre di più infatti si parla di dermobiotica, per collegare direttamente intestino e pelle, ed è noto che lo stress cronico provochi un aumento del cortisolo che crea danni cutanei a vari livelli.
Quando si parla di well aging o invecchiare bene è quindi fondamentale prendersi cura di sé in tutti gli
aspetti, e non solo con i cosmetici, per questo motivo ho dedicato questo libro in particolare ai giovani.

Oltre che consigliandovi caldamente la lettura del libro, chiuderei con questo pensiero di Frida Khalo, citato anche nel libro: “Se solo i nostri occhi vedessero le anime invece dei corpi, quanto sarebbe diversa la nostra idea di bellezza”.

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